Menapace e pesticidi, verso dinamismo e modernità autonomista

Menapace e pesticidi, verso dinamismo e modernità autonomista

 

Non giova riportare quanto dichiarato dalla new entry nel Patt Manuela Bottamedi che, in una sua lettera al Trentino del 1° marzo scorso, scriveva:

“Dall’autonomia dei soldi è dunque prioritario passare ad un’Autonomia delle competenze, ossia ad una gestione integrata ed indipendente del nostro territorio capace di generare meccanismi virtuosi in tutti i settori.

Da un sistema sostanzialmente pubblico, assistenzialista, immobile e autoreferenziale, già si intravedono diversi segnali che vanno nella direzione di un sistema dinamico, moderno, efficiente. Solo un’Autonomia che sa cogliere strategie di competitività del sistema e di qualità dei servizi erogati può restare in piedi e rigenerarsi continuamente.”

Preambolo condivisibile da segreteria e iscritti al Patt che plaudono o tacciono nel merito della nomina di Menapace a presidente della Fondazione Mach. A loro parere questo sarebbe un segnale che va nella direzione di un sistema dinamico, moderno, efficiente. Certamente un sistema che può restare in piedi e rigenerarsi continuamente con nomine ad personam, nel solco di quelle del ventennio dellaiano, con scarse competenze se non quella di assicurare la gestione non dinamica, non moderna, non efficiente (almeno per quanto a salute e qualità di agricoltura e ambiente) della monocoltura trentina. Tipicità trentina, vocata in primis all’elevato consumo di pesticidi, di cui Menapace è paladino come pochi.

Questa sì che è vera… Scuola autonomista.

Redazione Ecce Terra

Trento, 21 giugno 2015

 

Menapace direttore generale dopo la lettera di Ugo Rossi

l’Adige – Maria Luisa Patruno, 20 giugno 2015

Come mai può succedere che un modesto capo ufficio venga nominato direttore generale? Questo succede quando a proporre il nome del candidato in questione è il presidente della Provincia, Ugo Rossi, al consiglio di amministrazione della Fondazione Mach (Fem), ente di ricerca di diretta emanazione provinciale.

È quanto accaduto nel caso di Sergio Menapace, nominato direttore generale della Fondazione Mach nei giorni scorsi. Il 5 giugno scorso il presidente Rossi ha inviato una lettera al Cda nel quale il governatore scrive: «Si è provveduto ad effettuare specifica ricognizione a seguito della quale si è individuato in Sergio Menapace, direttore dell'ufficio della Provincia, che si ritiene adeguato al ruolo di direttore generale della Fondazione». Menapace infatti è il responsabile dell'ufficio agricolo periferico di Cles/Malé della Provincia, quindi non è neppure un dirigente di Servizio, mentre l'attuale direttore della Fondazione Mach, Mauro Fezzi, che lascia perché va in prepensionamento, era il direttore generale del Dipartimento agricoltura della Provincia quando fu messo a capo della struttura di S. Michele.

Per il presidente Rossi, però, Menapace è il candidato migliore trovato tra i dipendenti provinciali dopo la «specifica ricognizione» interna perché: «Possiede una laurea in scienze agrarie con tesi in Agronomia e ha effettuato diversi corsi di aggiornamento sulla gestione del personale, leadership di gruppo, management e gestione del personale». Questa nomina di un capufficio ai vertici direttivi della Fondazione non è piaciuta a più di un membro del Cda della Fondazione Mach, come riferito nei giorni scorsi.

Sergio Menapace, 40 anni, non si può certo dire dunque che abbia un curriculum professionale di grande spicco, a parte la sua particolare conoscenza e sensibilità per i problemi degli agricoltori della val di Non. Ma in compenso, come noto, ha un curriculum politico significativo: iscritto al Patt da una ventina d'anni è attualmente presidente della Comunità della val di Non.

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