Ci voleva un’altra Cernobyl per ritornare a balbettare

Ci voleva un’altra Cernobyl per ritornare a balbettare

 

Anche per A2A, socia di Dolomiti Energia nell'affare inceneritore trentino?

Leggi qui

E Vita Trentina potrebbe replicare dopo la sponsorizzazione del gennaio 2010?

Leggi qui



Leggi cliccando sui titoli in grassetto

Immagini tratte da New York Times

 

Mondo in cammino 

 

Mondo in cammino - 23 marzo 2011

 

SOS Emergenza nucleare

Campagna a favore della popolazione sottoposta al fall out di Fukushima
 L’oblio e le radiazioni uccidono in differita

Mondo in cammino


Accidents nucleaires au Japon

CRIIRAD -  Commission de Recherche et d'Information Indépendantes sur la Radioactivité

 Tsunami nucleare

Video Rai News 24 - 19 marzo 2011

 

Chicco Fukushima Testa e i suoi fratelli

Pino Cabras, 15 marzo 2011

 

Nucleare, 1^ parte – durata 15:00

Presa diretta- RAI 3, 19 settembre 2010



 

Nucleare, 2^ parte – durata 15:00

Nucleare, 3^ parte – durata 12:19

Nucleare, 4^ parte – durata 15:00

Nucleare, 5^ parte – durata 15:00

Nucleare, 6^ parte - durata 15:00

Nucleare, 7^ parte – durata 15:00

 

Il reportage

Tokyo capitale in agonia. "Qui non vivremo più"

Paura e incubo radiazioni: in quattro milioni sono già fuggiti da quella che era percepita come una città modello

la Repubblica – Giampaolo Visetti, 20 marzo 2011


TOKYO - Per otto giorni Tokyo è stata una metropoli spaventata ma in attesa di buone notizie. Oggi è una capitale in agonia. Si presenta come prossima al collasso e prevede il peggio. In poche ore la residua fiducia ha ceduto allo sconforto. L'esodo lento dei giorni scorsi ha assunto la dimensione della fuga. Oltre quattro milioni di abitanti hanno lasciato la città in treno, o ammassati in auto. Colletti bianchi, stranieri e famiglie con bambini cercano di raggiungere le località a sud del Kansai, per mettersi al riparo dal pericolo della nube atomica. Nella periferia nord di Tokyo arriva invece l'onda dei disperati che scappano da Fukushima e dalle città distrutte dallo tsunami. A far precipitare la situazione, l'innalzamento del livello di rischio nei reattori, nuove scosse di terremoto e la convinzione che il governo minimizzi una crisi fuori controllo. È scattato però anche il primo vero allarme-contaminazione. Il governo ha ammesso che tracce di iodio radioattivo sono state rinvenute nell'acqua potabile di Tokyo e delle aree vicine. Livelli anomali, ufficialmente sotto i limiti di legge e non immediatamente pericolosi per la salute, ma l'impatto pubblico della notizia è stato tremendo. Radioattivi anche il latte proveniente da Fukishima e alcune partite di spinaci prodotti nella prefettura di Ibaraki. Già in commercio, non si sa dove siano finiti. La popolazione dell'area metropolitana, oltre 35 milioni di individui, prende atto che la vita di una delle capitali più importanti del mondo è già irriconoscibile. La domanda non è più quando Tokyo tornerà al business e alla quotidianità smarrita, ma se ciò risulterà possibile. Il crollo del traffico e della folla per strada è impressionante.

Leggi tutto (oppure segue in fondo)

 


March 16, 2011. Workers are struggling to avert meltdowns at the Fukushima Daiichi Nuclear Power Station, seen in a satellite photo taken at 9:35 a.m. Wednesday      

 

 

March 14, 2011. Smoke from the damaged Fukushima Daiichi nuclear plant in Okuma, Japan, on Monday

 

 

Nucleare, Romani: «Serve riflessione»

E Berlusconi invita tutto il Pdl alla cautela

Corriere della Sera, 17 marzo 2011


Nucleare, Prestigiacomo a Tremonti: «Basta cazz..., usciamone»

«È finita, mica possiamo rischiare le elezioni per questo?»

Corriere della Sera, 17 marzo 2011

 

  

Amarcord?

Chicco Testa - Forum nucleare

Campagna TV Forum Nucleare Italiano

 


March 17, 2011. Survivors prayed for victims at the devastated city of Miyako, in northeastern Japan, on Friday,just one week after the massive earthquake and resulting tsunami

 

 

Per i sottoriportati lobbisti del nucleare "italiano" Fukushima potrebbe rimanere solo una "lezione da cui imparare" o un altro "incidente di percorso".

Forse anche per per Vittorio Zuccoli, presidente del Consiglio di gestione di A2A, socia di Dolomiti Energia con il 7,91%, che lo scorso 2 febbraio, nel merito della decisione della Corte Costituzionale sul decreto legislativo relativo alla localizzazione delle centrali nucleari, che prevede il parere delle Regioni, ha dichiarato: "Bisogna evitare ricadute nella sindrome di Nimby ('not in my backyard' ovvero 'non nel mio cortile', ndr) perché se la dimensione decisionale si riduce c'è il pericolo che la sindrome di Nimby si amplifichi" (Il Sole 24 Ore Radiocor, 2 febbraio 2011).

 

Alstom

Ansaldo Nucleare

Areva

Confindustria

EDF

EDISON

Enel

E.ON

Federprogetti

FLAEI

GFD SUEZ

SOGIN

Stratinvest Ru

TECHINT

Technip

Terna

Westinghouse

 


 

March 17, 2011. A Japanese soldier prayed before removing a body from rubble in the town of Otsuchi

 

 

Segue

Tokyo capitale in agonia. "Qui non vivremo più"

la Repubblica – Giampaolo Visetti, 20 marzo 2011


Pochi passanti, protetti da cappelli, ombrelli e mascherine, ignorano i centri commerciali del centro, in gran parte chiusi. La sindrome da alimenti contaminati lascia deserti i ristoranti e decima chi finora si era dedicato all'accaparramento di viveri. A Ginza, la via dello shopping, alcuni ambulanti mettono all'asta compresse di iodio sul marciapiede, a prezzi esorbitanti, come fossero spacciatori. A ruba un unico genere: i giornali che informano sugli orari dei black-out. Da tre giorni l'immondizia si accumula per le strade. I camion sono privi di benzina e gli inceneritori non possono sprecare elettricità. Solo il tempio di Senso-Ji, ad Asakusa, è affollato più del solito. La gente si raduna a pregare e a bruciare incenso. I cibi confezionati, purché prodotti prima dell'11 marzo, sono introvabili e il loro prezzo è salito di sette volte. Invenduti i generi freschi. Migliaia di taxi sostano in attesa di clienti già lontani, mentre le stazioni dei treni scoppiano di viaggiatori carichi di scatole e valigie. Molti distributori di carburante sono chiusi e quelli aperti non vendono più di dieci litri di benzina a testa, da portarsi via in una tanica. Il mercato immobiliare è impazzito. In una settimana il valore delle case a Tokyo è sceso del 30%, del 70% nella prefettura di Fukushima. A Osaka, Kyoto e Kobe è salito del 40%.

Grattacieli con migliaia di uffici si svuotano nella capitale, mentre affittare lontano può superare i listini di Hong Kong. Tra venerdì e ieri la fuga di multinazionali, ambasciate, banche e centri amministrativi delle industrie, ha seminato il panico tra chi non ha un luogo sicuro dove rifugiarsi. Nel distretto finanziario migliaia di impiegati stanno sgomberando armadi e scrivanie, restituendo un'immagine da crack in Borsa. La capitale trasloca a Kyoto, come un tempo, oppure a portata dell'aeroporto internazionale di Osaka. A Tokyo i grandi alberghi chiudono, a sud è impossibile trovare una camera per settimane. La rabbia contro il governo è sempre meno trattenuta. "Devono dire in anticipo cosa può succedere - dice Reiko Fukushima, direttore di un'importante catena di negozi - non confessare quanto è già avvenuto. Se la nube atomica investe Tokyo non possono pretendere che smettiamo di respirare". Il premier Naoto Kan ha invitato invano l'opposizione di centrodestra a formare un direttorio di unità nazionale, per affrontare uniti l'emergenza più grave dalla fine della seconda guerra mondiale. All'agonia di Tokyo e allo spettro di un'esplosione nucleare, si somma l'ecatombe nelle prefetture sommerse dallo tsunami. La capitale è presa d'assalto da migliaia di eco-evacuati e da decine di migliaia di senza tetto fuggiti da gelo, fame e terrore.

Volontari distribuiscono pasti, acqua e coperte. La folla dei disperati ha però bisogno di medicine, toilette, letti, di lavarsi e cambiare vestiti fradici. L'intero villaggio di Futunaba, vicino a Fukushima, ieri è stato trasferito a Saitanama, poco a nord di Tokyo, causando la sollevazione dei residenti. Secondo i medici l'emergenza igienico-sanitaria, con 800 mila persone costrette per ragioni diverse ad abbandonare case e ospedali, è prossima ad esplodere non solo nelle zone disastrate. Tragico il problema dello smaltimento delle vittime dello tsunami, fra 25 e 40 mila. I forni crematori non hanno energia e le bare finiscono in fosse comuni. In Giappone l'inumazione è una traumatica novità: l'ultima violenza di un incubo che sembra lontano dalla fine.

 

 

March 21, 2011. Gray smoke rose from Reactor No. 3 at the Fukushima Daiichi Nuclear Power Station on Monday. A team of workers trying to repair the reactor was temporarily evacuated from the site

Joomla25 Appliance - Powered by TurnKey Linux