Contributo alla discussione sui problemi energetici

Contributo alla discussione sui problemi energetici
Lo stato dell’arte, le criticità, le contraddizioni degli ambientalisti, le prospettive

 

A cura di Massimo Cerani e Marino Ruzzenenti

Brescia, 30 agosto 2011



Queste note non pretendono in alcun modo di essere sistematiche, né tanto meno esaustive. Nascono dalla constatazione che spesso, anche in ambito ambientalista, si registra una distanza tra enunciazioni teoriche, corrette, e applicazioni pratiche, a volte ambigue e contraddittorie. La riprova l’abbiamo avuta dalla legge di iniziativa popolare presentata in Cassazione il 7 giugno 2010 da un vasto schieramento ambientalista e di sinistra: quando l’amico Agostinelli ci ha chiesto di dargli una mano per raccogliere le firme e abbiamo dato una scorsa al testo, ci sono balzati immediatamente agli occhi alcuni articoli clamorosamente stridenti con gli obiettivi generali enunciati dalla stessa legge (si veda in appendice l’analisi critica dettagliata). Ora, l’inatteso e straordinario risultato sul referendum contro il nucleare ci impone, prima o poi - meglio prima -, di adottare una seria politica energetica di transizione verso la fuoriuscita dai combustibili fossili. E’ forse non privo di significato che proprio un secolo fa - sarebbe il caso di dedicarvi un evento? - un grande chimico italiano, Giacomo Ciamician, abbia preconizzato la necessità di questa transizione.
In una relazione, La fotochimica dell’avvenire, presentata nel 1912 all’VIII Congresso Internazionale di chimica applicata a New York (Giacomo Ciamician, La photochimie de l’avenir, estrait de “Scientia” vol. XII, 6.ème année, n. XXVI-6, 1912.). Nella sua relazione Ciamician esprimeva un giudizio netto a favore della luce naturale del sole, rispetto alla quale tutte le forme di energia erano inferiori. Preconizzò il riscaldamento solare delle case, le celle fotovoltaiche, l’uso dell’energia solare in agricoltura e l’applicazione industriale dei combustibili sintetici di origine solare.  concludeva:


La civiltà moderna è figlia del carbon fossile; questo offre all’umanità civilizzata l’energia solare nella forma più concentrata; di questo tesoro accumulato durante una lunga serie di secoli, l’uomo d’oggi si è servito e si serve con crescente avidità e incosciente prodigalità per conquistare il mondo […] E se giungerà, in un lontano avvenire, il momento in cui il carbone fossile sarà completamente esaurito, ciò non sarà un motivo per cui la civiltà si arresti: la vita e la civiltà dureranno finché splende il sole! E seppure alla civiltà del carbone, civiltà cupa, nervosa ed agitata fino allo sfinimento della nostra epoca, dovesse subentrare quella forse più tranquilla dell’energia solare, non ne verrebbe un gran danno per il progresso e per la felicità umana. […] finora la civiltà moderna è progredita quasi esclusivamente per mezzo dell’energia solare fossile: non sarà conveniente utilizzare meglio anche quella solare attuale?


Ebbene, a noi sembra sia giunto proprio il momento di utilizzare meglio il solare attuale, evitando trappole o vicoli ciechi che ne depotenzino l’efficacia.


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