La “lezione” dell’iter del bando dell’inceneritore di Bolzano

La “lezione” dell’iter del bando dell’inceneritore di Bolzano

5 anni dopo l'avvio del bando non sembrerebbe ancora chiaro che i costi dell'inceneritore li pagano i cittadini altoatesini

 

In Alto Adige “efficienza” vuol dire puntualità con cui il candidato unico concorrente "programma" con l’ente pubblico come fargli assegnare i lavori dell’inceneritore.

Se, dopo, dovesse sopraggiungere qualche complicazione si troverà il modo di mettere d’accordo tutti.

In Trentino, per fortuna o per virtù, non siamo così efficienti anche se si vorrebbe competere con i cugini, imitandoli o superandoli.

A Bolzano sanno cosa inventarsi pur di caricare sul solo traffico veicolare la causa dell’inquinamento. Così le responsabilità dell’inquinamento altoatesino sarebbero da addebitare quasi al 100% alle centinaia di migliaia di automobilisti, a tutti o a nessuno, che intasano la città. [1]

Quella di Bolzano sull’inceneritore che “inquina come un diesel” è diventata una delle più belle favole (leggi qui), tanto che non meraviglierebbe se qualche ecologista altoatesino si proponesse di farne altri 2-3, uno più moderno dell’altro di “ultima generazione”. Se infatti aggiungessimo alle migliaia di veicoli inquinanti altri 2-3 diesel, la situazione potrebbe forse peggiorare?

Secondo gli ecologisti bolzanini, il teleriscaldamento è un’opzione eco-compatibile-rinnovabile; infatti, si propongono di servire tutta la città con quest’altra cosa da “ultima generazione”.

Se, come sostengono gli ecologisti bolzanini, l’incenerimento della plastica è operazione a vantaggio delle rinnovabili, potrebbe significare che i bresciani sono diventati i maestri ante litteram di questo rivoluzionario modo di bruciare. Mentre Brescia annaspa nel suo mare di guai (bruciati, anche quelli), gli aspiranti "teleriscaldati" bolzanini sembrano intenzionati ad annaspare peggio. [2]

Anche se al peggio, sia del marketing di parte sia degli abusi tecnologici, entrambi pro domo sua, potrebbe non esserci mai fine.

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 6 novembre 2011

 

 

Cronistoria di un bando tanto europeo quanto altoatesino

 

Premessa


Premettiamo un parallelo sulle dichiarazioni rilasciate da SVP, Ecocenter, Consorzio dei comuni e comune di Bolzano all’indomani di quanto riportato in due articoli del Corriere dell’Alto Adige, rispettivamente del 14 ottobre 2006 e del 14 maggio 2011.

Il 3 novembre 2011 si ripropone la presunta vexata quaestio: chi paga l’inceneritore? [3]

Ma, ovviamente, i cittadini altoatesini!


Se stesse succedendo lo stesso in Trentino, si porrebbero alcune scontate domande:

1 - come ci si può ancora stupire se i costi di un'opera pubblica raddoppiano nel corso della sua realizzazione?

2 - cosa siginifica "La provincia cede al Consorzio dei comuni la gestione dell’impianto, ma sarà quest’ultimo a ripagare i costi di costruzione"?

3 - per i cittadini contribuenti, che differenza fa se i costi dell'inceneritore sono caricati sulla Provincia o sui Comuni?

4 - i soldi, ai Comuni, non glieli dà la Provincia?


La “lezione” che se ne può trarre è altrettanto scontata e banale: in Trentino si vorrebbe fare lo stesso con un inceneritore che potrebbe costare molto di più del preventivato. Ad oggi, non sono ancora noti quelli dell'inceneritore di Bolzano, leggi qui.

Si direbbe che lo pagherà la società che lo gestirà, ma alla fine lo pagherebbero, sempre e comunque, i cittadini con le bollette.

 

I preparativi


Scriveva il Corriere dell’Alto Adige il 14 ottobre 2006

Palazzo Widmann centra l’obiettivo principale: Durnwalder soddisfatto

Intesa sull’inceneritore. «La gestione ai comuni»

Energia alla Provincia: diritto di prelazione per Sel

Corriere dell’Alto Adige - F.Cle., 14 ottobre 2006

Leggi qui


Scriveva il Corriere dell’Alto Adige il 14 maggio 2011

Rifiuti, allarme tariffe

Spagnolli: per il capoluogo niente rincari

Corriere dell’Alto Adige - M. An., 14 maggio 2011

Leggi qui

 

Pubblicazione del primo bando di gara

Ottobre 2006


Il 24 ottobre 2006 la Provincia di Bolzano spedisce all’Unione europea l’avviso di gara per l’appalto dei lavori di costruzione dell’inceneritore, titolato: ‘Termovalorizzatore’ –nr. 043/06 M.08 – Impianto di termovalorizzazione di rifiuti residui Bolzano (leggilo qui).

Bando europeo?

Il 17 gennaio 2007 Luca Marcon scriveva che i lavori sarebbero stati assegnati ad una cordata altoatesina. Leggi qui il dossier di Luca Marcon “Il business dei rifiuti – Il nuovo inceneritore di Bolzano”.

 

Continua



[1]  Leggi la cronaca dell’Alto Adige e del Corriere dell’Alto Adige del 25 ottobre 2011.

[2] Leggi lo stralcio della relazione di Massimo Cerani e Marino Ruzzenenti “Contributo alla discussione sui problemi energetici” sul teleriscaldamento di Brescia (leggi tutto).

[3] È lo stesso “tema” su cui si sofferma il presidente Durnwalder (dopo il comunicato Ansa del 2 novembre 2011, leggilo qui): quando i “potenti” decidono a modo loro, i “piccoli” (i Comuni) si ritroverebbero costretti ad adeguarsi “condividendo” quella decisione.

Leggi qui gli articoli dell’Alto Adige e del Corriere dell’Alto Adige.

La querelle su "chi paga" continua il giorno dopo: leggi qui gli articoli dell'Alto Adige e del Corriere dell'Alto Adige.


     Se non ci fossero gli architetti (di Urbanfile) che mondo sarebbe?

     Forse migliore di quello raffigurato in  questo video

 

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