Valdastico e TAC, schizofrenia o delirio?

Valdastico e TAC, schizofrenia o delirio?

Solo così, forse, potrebbero tornare i conti anche se solo per qualcuno

 

Su l’Adige del 6 gennaio Renzo Moser scrive di schizofrenia del ministro Delrio su Valdastico e mobilità (leggi sotto). Tuttavia, il pensiero del ministro sembra coerente seppure delirante, non proprio schizofrenico, se per schizofrenia si intende la contraddizione isterica tra posizioni/condizioni diverse: tante più opere possibili, anche se non coordinate fra loro. Ci chiediamo dove stia il nesso della scelta strategica della ferrovia ad alta capacità (TAC), in mezzo all’andirivieni di mega strade e mega ferrovie, pur se in progetto e alla disperata ricerca di risorse.

Il trasporto merci su rotaia, che Delrio tanto caldeggia in astratto, è in realtà proprio ciò che dovrebbe essere potenziato e rilanciato sulla ferrovia storica del Brennero, che ha enormi capacità non utilizzate, anche per togliere subito e non fra 30-40... anni una bella quota di traffico merci inquinante dalla A22. Continua comunque a mancare il fondamento logico tra la realizzazione della Valdastico Nord, teoricamente destinata ad immettere merci sulla A22 subito a sud di Trento togliendole dalla tratta Verona-Trento, e la realizzazione del TAC del Brennero, teoricamente destinato a trasportare merci su ferro a partire dal quadrante Europa di Verona.

È auspicabile che il Trentino si chieda con quali scenari dovrebbe far di conto se, al di là degli adeguamenti di un ministro alle lobby della alta infrastrutturazione stradale (Serenissima verso Valdastico – Trentino verso A22) o ferroviaria (il corridoio 1 Monaco-Verona e forse più giù), non esiste alcuna sostenibile mobilità regionale che non preveda innanzitutto la disponibilità di un territorio a lasciarsi sventrare pur di far quadrare i conti e i bilanci a qualcuno.

Si levano le voci dei Nimby Valdastico, rimane il mistero sul silenzio dei Nimby TAC, non solo quelli interessati dalle “tratte all’aperto”, sull’opera più assurda che il Trentino-Alto Adige ricordi. Tra i pochi che chiedono ai Trentini di svegliarsi c’è padre Alex Zanotelli, il solito “apocalittico”.

L’assessore Gilmozzi, dal canto suo, garantisce trasparenza, apertura e disponibilità assicurando “validità scientifica” a quel “Osservatorio del Brennero” in cui – dice – “vi sono non solo rappresentanze del territorio, ma anche di tutti i soggetti coinvolti nell’esecuzione di quest’opera”. Porte chiuse, invece, per le “validità scientifiche” contrarie all’opera.

Redazione Ecce Terra, 7 gennaio 2016

 

Valdastico. La schizofrenia del ministro

l’Adige – Renzo Moser, 6 gennaio 2016

Giunto a Trento per mettere a fuoco il voluminoso dossier delle infrastrutture viabilistiche, interne e transfrontaliere, il ministro Graziano Delrio si è lanciato in un’appassionata arringa in difesa del trasporto merci su rotaia e dunque del progetto del tunnel del Brennero per il quale ha annunciato risorse garantite relativamente al quarto lotto. Così come ha garantito il rinnovo della concessione A22, indispensabile per alimentare i fondi destinati al tunnel di base. Non solo: dal «mega» progetto si è spostato ai «mini» progetti territoriali, come l’elettrificazione della ferrovia della Valsugana e il treno delle Dolomiti. Poi si è avventurato perfino sul terreno di un “progetto «micro» (sempre al confronto con il Bbt), come quello della ciclabile del Garda. Il tutto senza dimenticare l’emergenza smog che nei giorni scorsi ha messo in ginocchio molti capoluoghi italiani.

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